Linee guida matrimoni nuovo dpcm

Nuovo DPCM del 18 Ottobre 2020

Matrimoni ed Eventi

Nemmeno il tempo di digerire il DPCM del 13 ottobre 2020 ed eccone qua uno nuovo di zecca.

 

Ieri Giuseppe Conte, come la migliore delle spose, si è fatto attendere rendendo necessario approvvigionamenti extra di pizze d’asporto e pop corn.

Questi mesi di pandemia ci hanno insegnato (ahimè non tutti hanno imparato ndr) che i rumors precedenti la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti del Governo non sempre vengono confermati nelle versioni ufficiali.

Mi batto dall’inizio di febbraio: leggiamo il provvedimento soltanto quando abbiamo in mano la versione ufficiale, non lasciamo che gli organi di informazione (non tutti!) con le notizie costruite sui “se” e sui “ma” condizionino il nostro umore.

Ma veniamo a noi. 

Il nuovo DPCM è chiaro come rappresenti un intervento di modifica del precedente, da dove lo evinciamo?

Dall’art.1 punto n.1 il quale recita “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020 sono apportate le seguenti modificazioni(…)”

Questo sta a significare che per tutto ciò che non è menzionato in questo DPCM resta valido quello del 13 ottobre, motivo per cui anche quest’ultimo vede la sua scadenza il 13 novembre 2020.

Per gli eventi ed i matrimoni quindi resta tutto invariato:

 

  • Divieto per feste private in luoghi al chiuso e all’aperto 
  • Per i festeggiamenti conseguenti alle cerimonie civili e religiose stabilito un numero massimo di 30 persone 
  • Resta in vigore per le cerimonie in Chiesa il numero massimo di ospiti in base alla capienza del luogo (Allegato n.1 punto 1.2)
  • Obbligo mascherina in Chiesa 
  • no coro 

 

All’allegato n.9 del DPCM troviamo riportate le Linee Guida della Conferenza delle Regioni aggiornate all’8 ottobre 2020 

Per le cerimonie sono confermate tutte le direttive così come in precedenza:

  • Misurazione obbligatoria temperatura;
  • adeguata informazione sulle misure di prevenzione;
  • elenco partecipanti per 14 giorni;
  • accesso alla sede dell’evento assicurando 1 metro di separazione tra gli ospiti;
  • tavoli organizzati con 1 metro di distanza tra i commensali (eccezione per chi non è soggetto a distanziamento);
  • privilegiare spazi esterni;
  • obbligo mascherina ambiente interno tranne quando seduti;
  • obbligo mascherina all’aperto quando non è possibile rispettare il metro di distanza;
  • Buffet con somministrazione, self service solo con prodotti preconfezionati;
  • Ballo solo in spazi esterni;
  • si a spettacoli ma eventuale interazione tra artista e ospiti distanza di almeno 2 metri.

Dal giorno successivo all’entrata in vigore del DPCM del 13 ottobre sono emersi una serie di dubbi che ho raccolto in questo elenco che contiene i più significativi:

“ Ma se ho una sala che può contenere 200 persone posso organizzare 5 comunioni con ognuna 30 ospiti?”

“ Se dispongo di 5 sale all’interno della mia location posso organizzare 5 diversi matrimoni? ”

“Se festeggio al ristorante il diciottesimo di mia figlia disponendo tavoli massimo da 6 persone posso farlo?”

Per poter fornire una risposta esaustiva il primo passo da compiere è comprendere la ratio del provvedimento: per quale motivo il Governo ha introdotto il limite massimo di ospiti?

Lo ha fatto per contenere il contagio e per evitare gli assembramenti propri di questi eventi ergo per rispondere alla prima domanda: in un’unica sala non è possibile festeggiare 5 comunioni con ognuna 30 ospiti perché avremmo semplicemente eluso la norma e vanificato l’intento del provvedimento.

Diverso è il discorso, a mio parere, per una location che abbia la disponibilità di più sale, in questo caso sembrerebbe possibile festeggiare più matrimoni ma a condizione che le sale non siano assolutamente comunicanti e che quindi si assicuri che i 30 ospiti di un matrimonio non entrino in contatto con gli altri 30 ospite dell’eventuale secondo matrimonio. 

Per quanto riguarda infine la terza domanda anche qui la riposta può essere affermativa, al ristorante con le dovute precauzioni si può andare quindi “festeggiare” con un pranzo o una cena un compleanno senza creare “l’evento” in se che è vietato è possibile.

Rimpiangiamo a lacrime amare il passato quando l’unico problema ante evento era capire le previsioni del tempo, questa pandemia ci ha insegnato a leggere provvedimenti a comprendere la differenza tra decreto legge e DPCM e ci ha fatto comprendere che una intera filiera, quella del wedding e degli eventi, per lo Stato non esiste.

Se solo a Roma avessero consultato un solo esperto del settore avrebbero potuto emanare si un DPCM di tale tenore ma facendolo entrare in vigore il primo novembre: in un paese cattolico come l’Italia l’incidenza dei matrimoni celebrati in questo mese è davvero bassa.

Con tale accorgimento avremmo potuto evitare due conseguenze che si sono tristemente verificate:

  1. la celebrazione in barba a tutti i divieti di tantissimi matrimoni già organizzati;
  2. la perdita assurda di cifre assolutamente significative in derrate alimentari e fiori che sono finiti anzi tempo nella spazzatura.

Voglio concludere con un pensiero di una mia cliente party planner “ Serena Puglisi:

“scegliere di attenersi a una regola senza cercare soluzioni non è essere stupidi. E’ forte segno di responsabilità e professionalità.”

 

Per approfondimenti, news e tips sull’argomento, vi invito a leggere il mio Blog  e la pagina Facebook

 

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